Rispiegare la grammatica italiana: quando e come

Rispiegare la grammatica italiana: quando serve e come farlo bene

Le persone che studiano con me, soprattutto quelle che vogliono fare conversazione in italiano, arrivano dopo un percorso che hanno già fatto. Kasia ha studiato italiano al liceo, poi ha continuato a leggere e ascoltare, e dopo tanti anni ha deciso di ricominciare in modo strutturato. Vedran ha iniziato con le app come Duolingo e poi ha voluto fare un passo in più. Nobina e Kate hanno partecipato a corsi di gruppo con un manuale tradizionale. Le storie di chi studia con me sono diverse, ma tutte interessanti. Tutte queste persone hanno studiato la grammatica italiana prima, chi con un approccio più strutturato e chi con uno più casuale. Alcune la conoscono a un livello piuttosto avanzato, altre stanno ancora consolidando le basi. Come dico sempre, non esiste un livello minimo necessario per parlare, basta la volontà! E se sulla grammatica italiana c’è da lavorare, lo facciamo insieme.

Quando la grammatica si dimentica o non si assimila davvero

La prima situazione è comprensibile e normalissima: a volte dimentichiamo le cose che abbiamo studiato in passato. Io per esempio non ricordo quasi niente del latino studiato a scuola, né del russo studiato all’università. Succede anche con la grammatica italiana che i miei studenti hanno imparato prima di iniziare a fare conversazione con me. Non c’è niente di strano e non deve essere frustrante.

La seconda situazione è diversa: una persona ha studiato un argomento di grammatica ma non lo ha capito davvero bene, o non ha ricevuto spiegazioni abbastanza chiare. Non è raro, dipende spesso dal metodo usato in precedenza, non dalle capacità della persona.

Il terzo caso, il più comune nella mia esperienza come tutor di italiano online, è quello delle persone che hanno studiato la grammatica, hanno imparato bene la teoria, ma poi non riescono ad applicarla nella conversazione. Il loro cervello ha assimilato gli schemi e le tabelle del manuale, ma trasportare quella conoscenza nel parlato non è un processo automatico.

A volte queste persone si sentono a disagio, come se mancasse loro qualcosa. Ma è tutto il contrario! Questo fa parte del mio lavoro. Conversazione significa anche perfezionamento.

Rispiegare la grammatica italiana

Come rispiegare la grammatica

Molto spesso non serve davvero una lezione dedicata, è sufficiente inserire nella conversazione delle situazioni in cui usare il tema in questione. Bernard, un mio studente britannico, aveva difficoltà con l’uso del passato prossimo e dell’imperfetto (molto comuni per un anglofono) anche se conosceva bene la teoria. Abbiamo lavorato insieme a partire da esempi, frasi chiare e una conversazione concentrata sul passato. Ha funzionato. Ogni tanto Bernard fa ancora qualche errore, ma niente di grave.

Altre volte è necessario rispiegare la grammatica in modo più strutturato. In quel caso applico la mia regola d’oro: la grammatica è uno strumento, non l’obiettivo.

Il caso di Nobina è un buon esempio. Era un po’ confusa con le parole molto, troppo e poco. Conosceva bene la teoria: sapeva che come aggettivi vanno declinati e come avverbi no. Il problema è che durante una conversazione non è naturale fermarsi a pensare “questa parola è un aggettivo o un avverbio?”. Così ho deciso di rispiegare la grammatica a Nobina con un approccio concreto: concentrarsi sui concetti di quantità e intensità. Molti libri — declinato, perché si parla di quantità. Molto bella — invariabile, perché si parla di intensità.

Questo è solo un esempio di come si può rispiegare la grammatica imparata sui libri — non per risolvere un esercizio o superare un test, ma per parlare in italiano con più sicurezza e più libertà.

Hai studiato italiano in passato e senti che c’è qualcosa da sistemare o da consolidare? Scrivimi o prenota un incontro conoscitivo gratuito!

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