Italiano avanzato: cosa significa davvero e come arrivarci

Cosa significa davvero italiano avanzato? La prospettiva di un insegnante

Quando studiamo una lingua straniera è comune orientarsi con i livelli. C’è il sistema europeo — A1, A2, B1, B2 e così via — oppure il sistema più semplice di principiante, intermedio e avanzato. Come insegnante di italiano online da molti anni, il tema dei livelli mi interessa molto. È facile definire un livello principiante e abbastanza facile riconoscere un livello intermedio. Ma poi? Cosa significa davvero italiano avanzato?

Nella mia esperienza con chi studia italiano nel tempo libero, quasi nessuno si autodefinisce avanzato — spesso per eccesso di modestia. Non dimenticherò mai Tadek, che al nostro primo incontro si è dichiarato principiante. Bastarono pochi minuti per capire che il suo livello era molto buono: conosceva e usava bene tutti gli strumenti grammaticali di base, aveva un vocabolario ampio e parlava con relativa tranquillità. Gli ho chiesto: “Tadek, perché pensi di essere principiante?” La risposta: “Perché a volte sbaglio il congiuntivo.”

Quella risposta mi ha insegnato tre cose importanti. La prima: le persone spesso si sottovalutano. La seconda: il concetto di italiano avanzato non è sempre chiaro. La terza  è che sbagliare il congiuntivo non significa non avere un livello avanzato. Anzi, spesso è il contrario: ci si preoccupa del congiuntivo proprio perché si è già molto bravi in tutto il resto.

Quali competenze definiscono un livello di italiano avanzato?

Secondo il Quadro comune europeo, il livello avanzato corrisponde a C1 e C2 — quando una persona capisce testi complessi anche con messaggi impliciti, si esprime in modo fluido su molti argomenti senza cercare continuamente le parole, e sa usare la lingua anche in contesti professionali.

Ho un amico italiano che ha studiato polacco con me e oggi insegna letteratura italiana a Cracovia in polacco davanti a studenti universitari. Il livello necessario per farlo è chiaramente avanzato. Ho anche un’amica polacca che vive a Roma da anni, ha fatto il dottorato lì e lavora come manager in un’azienda del settore turistico. A volte, parlando con lei in italiano, dimentico che non è madrelingua.

Come si arriva a quel livello? I due fattori principali sono il tempo e la pratica, da questo non si scappa. Ma la qualità della pratica conta quanto la quantità. La cosa migliore è allenare il cervello con stimoli sempre diversi: lettura, ascolto, scrittura, conversazione e grammatica pratica. Come dico sempre: la grammatica è uno strumento, non l’obiettivo. Riuscire a risolvere esercizi sul periodo ipotetico è utile, ma il vero italiano avanzato arriva quando si prova a usarlo in una conversazione vera.

I manuali per il livello avanzato esistono, ma non sempre sono utili per chi studia nel tempo libero: spesso si concentrano su aspetti accademici che interessano gli studenti di italianistica, non chi vuole parlare per piacere. Il mio consiglio è praticare la lingua viva: leggere articoli autentici, ascoltare podcast, scrivere, discutere. Nel mio corso di conversazione, per esempio, preparo un articolo in anticipo e sulla base di quello parliamo, scopriamo parole nuove e allarghiamo la zona di conforto. Perché italiano avanzato significa anche questo: parlare con tranquillità di cose meno quotidiane.

Italiano avanzato

Ma cosa significa italiano avanzato per voi?

L’approccio scolastico e la pressione dei social ci fanno spesso sentire insoddisfatti: vogliamo sempre di più, ci sembra di non essere mai abbastanza. Questo non fa bene allo studio perché genera frustrazione e ansia da prestazione. Studiare italiano dovrebbe essere un piacere.

Il livello avanzato in italiano è come una galassia, non ha confini precisi e non si misura con un punteggio. Il mio studente Karel, grande appassionato di moto, conosce molte parole tecniche legate al motociclismo e parla a lungo in italiano dei suoi viaggi e della sua moto. Forse non sarebbe altrettanto a suo agio con la cucina o la letteratura. Ma il suo italiano non è avanzato per questo? Secondo me lo è.

Io stesso so che il mio polacco non è al livello del mio amico che parla di Dante davanti a trenta studenti, e il mio inglese non è al livello dell’italiano della mia amica che ha scritto una tesi di dottorato a Roma. Mi incoraggia a migliorare? Sì. Mi causa frustrazione? No.

Quando si studia per piacere, e quasi tutti i miei studenti studiano italiano nel loro tempo libero, la cosa davvero importante è provare gioia e soddisfazione nel parlare, sentendo di imparare qualcosa di nuovo ogni volta. Chiamare questa situazione “avanzato” o “intermedio” cambia poco. Soprattutto se pensarci genera pressione o ansia — le uniche cose davvero da evitare.

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