Grammatica italiana per principianti: le regole che non devi imparare subito

Tutti i manuali di italiano per stranieri si basano sulla grammatica, con gli argomenti ordinati in base alla difficoltà e alla necessità. È perfettamente normale, non si può costruire un manuale di italiano diversamente. Allo stesso tempo devo dire che questo metodo non funziona sempre bene. Io sono un tutor di italiano online e lavoro esclusivamente con persone adulte che studiano italiano per piacere. Nel nostro caso, la sequenza della grammatica a volte causa frustrazione, blocchi e calo della motivazione e del piacere di studiare. Non ha molto senso, vero?
Ecco perché quando spiego la grammatica italiana per principianti ai miei studenti li invito a imparare le regole, ma anche a trattarle con leggerezza. Soprattutto alcune regole che sono importanti in generale, ma che non è necessario sapere usare alla perfezione prima di iniziare a parlare. Perché alla fine la cosa davvero importante è proprio iniziare a parlare!

Le regole quasi inutili all’inizio – Gli articoli

Ne ho parlato in un articolo a parte: gli articoli sono il primo ostacolo per chi impara l’italiano e rischia di essere una frustrazione inutile. Tutti i manuali partono dalla grammatica italiana per principianti e si concentrano giustamente su come riconoscere l’articolo IL dall’articolo LA e dall’articolo LO. Da un lato è giusto, in tutte le frasi che leggiamo e pronunciamo quando iniziamo a studiare italiano ci sono gli articoli ed è importante riconoscerli. Allo stesso tempo, per la mia esperienza come insegnante di italiano, non ha molto senso ostinarsi a imparare le regole in modo teorico. Per esempio: è così importante sapere che l’articolo LO sostituisce IL con i sostantivi italiani che iniziano per Z, PS, GN e S impura? Quasi nessun italiano parlante nativo ricorda questa regola, li usa e basta. Grazie all’abitudine e al suono. Quindi il mio approccio è questo: vi spiego perché si usa LO al posto di IL in alcune situazioni, ma non sarà mai una tragedia se direte Il stadio, Lo amico o Lo libro e soprattutto non considererò mai importante conoscere la teoria alla base di questa regola. La cosa importante è parlare. Se prima di dire una parola vi bloccate pensando all’articolo giusto, c’è un problema e io come insegnante devo risolverlo.
Grammatica italiana per principianti

Gli errori con le preposizioni

Anche di questo argomento ho già parlato in un articolo a parte perché le preposizioni sono spesso la bestia nera dell’italiano. Andiamo a Roma, ma Luisa va in Umbria e i miei conoscenti vivono nelle Marche. Tre modi diversi di esprimere un concetto logico sempre uguale: esprimere un luogo dove andiamo o dove ci troviamo. Purtroppo l’italiano da questo punto di vista offre molte varianti e non tutte hanno senso dal punto di vista di chi studia. Perché andiamo in Francia, in Germania, in Portogallo e poi a Malta, a Cipro e a Cuba?
Una spiegazione esiste e io ne parlo sempre durante le mie lezioni di italiano per principianti, ma l’obiettivo è capire il senso di una cosa, non necessariamente di imparare a memoria tutti i casi possibili. Di nuovo, in questo caso il mio approccio è semplice. Parliamo insieme di quando si dovrebbe usare IN e quando invece è giusto usare A, facciamo degli esercizi per confermare la comprensione della teoria. Poi però andiamo avanti, usiamo la lingua in modo naturale e se capita qualche errore magari ne parleremo. Meglio dire “vado a Italia” che non dire niente per la paura di sbagliare!

I tempi verbali superflui in italiano a livello principiante

A un certo punto del manuale arrivano i tempi verbali. Secondo me, per la mia esperienza come insegnante di italiano, a livello principiante sono sufficienti tre forme verbali: il presente, il passato prossimo e l’imperfetto. Il libro propone sempre anche il trapassato prossimo, ma la verità è che si usa in casi estremamente rari nelle conversazioni, e poi il futuro.
Ecco, il futuro è un bel tema: è giusto studiarlo, no? In generale sì, certo, ma la verità è che a livello principiante si può parlare tranquillamente di eventi futuri in italiano usando il presente. Se l’azione futura è concreta e vicina, anzi, parlare al presente è la forma più naturale. Domani vado al mare, più tardi ordiniamo la pizza.
Questo italiano è perfettamente corretto e naturale, ed è quello che desidero che le persone che studiano con me imparino. Per parlare, soprattutto.
Ho la stessa opinione riguardo all’imperativo, a volte sui manuali ci sono due o anche tre capitoli dedicati a questa forma verbale. Lo ripeto: se qualcuno studia per obiettivi scolastici o accademici, è giusto impararlo, fa parte della grammatica! Ma se studi italiano per viaggiare, per piacere, per non sentirti a disagio al ristorante, in un museo o in treno, non è così utile l’imperativo. In quali contesti è davvero necessario ordinare alle persone di fare qualcosa?

Come comportarsi con la grammatica italiana per principianti? Prima imparare a usare

Quando parlo di regole inutili è chiaramente una provocazione, tutte le regole sono utili quando arriva il loro momento. La cosa in cui credo però è che è importante calibrare esigenze e obiettivi quando studiamo italiano. Una persona che studia italiano dopo una giornata di lavoro, nel proprio tempo libero, ha diritto a farlo con piacere. E non sempre è un piacere fare tonnellate di esercizi ripetitivi. Il mio approccio offre alle persone che studiano italiano con l’obiettivo di parlare un modo per iniziare a parlare il prima possibile. Consapevoli delle regole, certo, ma anche coscienti che se c’è un errore non è una tragedia e che si impara meglio usando davvero la lingua e non soltanto imparando le regole a memoria!

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