Genere dei nomi in italiano: come riconoscerli e usarli con più sicurezza
Per anni ho insegnato quasi esclusivamente a persone di madrelingua polacca, una lingua che ha il genere dei sostantivi quindi per molti miei studenti non era difficile capire cosa significa che un nome è maschile o femminile. Tavolo è maschile? Sedia è femminile? In generale aveva senso per loro. Anche se poi alcune parole in italiano hanno un genere e in polacco ne hanno un altro. Da quando lavoro come insegnante di italiano online però ho aumentato molto la quantità di miei studenti che parlano inglese, dal Canada, dagli Stati Uniti o dal Regno Unito, e per molti di loro l’idea stessa che gli oggetti abbiano un genere non ha alcun senso.
Posso dirlo? Amici anglofoni, avete ragione! Il genere grammaticale degli oggetti inanimati è una cosa un po’ strana se ci penso. Perché una matita dovrebbe essere femminile e un libro maschile? Diciamo che in italiano è una questione di comodità. Dato che la lingua italiana cambia le desinenze degli aggettivi e di alcuni verbi in base al genere, è necessario attribuire un genere a tutte le parole.
Probabilmente, anche se siete principianti, conoscete già una regola di base. Cioè, quella secondo cui i nomi che finiscono con la -O sono quasi sempre maschili. Libro, tavolo, ragazzo, telefono, armadio, vino eccetera. E per la stessa regola di base, i nomi con la -A sono quasi tutti femminili: ragazza, borsa, pizza, cena, camera e così via.
Poi ci sono molte parole che finiscono in -E, una lettera che non ha un genere definito. Ci sono parole maschili in -E come dente, cane, prete, bicchiere, pesce. Oppure parole femminili in -E come luce, carne, colazione, fame, sete e così via.
Tutto chiaro?
Ho detto che queste sono regole prima, ma in realtà sono più che altro dati statistici. La maggior parte delle parole in -O sono maschili, la maggior parte delle parole in -A femminili e per quelle in -E diciamo che la situazione è 50 e 50.
Maschile o femminile? Il genere dei nomi in italiano e come riconoscerli.
A questo punto, molte persone che studiano italiano con me diventano un po’ stressate. In generale, dato che io insegno esclusivamente a persone adulte che studiano italiano per piacere, non passo troppo tempo a parlare di teoria perché per la maggior parte delle persone è noiosa e poco utile. Meglio andare subito alla pratica. Nella vita reale sbagliare una volta ogni tanto il genere di una parola non è un errore particolarmente grave. Se dite per errore al cameriere che il carne è buono invece di la carne è buona, il cameriere capirà comunque cosa state dicendo, non preoccupatevi!
In generale però ci sono dei piccoli trucchi sul genere dei nomi in italiano per sentirsi sicuri con alcuni gruppi di parole. Non sono regole molto importanti nella vita, ma se vi aiutano a sentirvi sicuri e a parlare con più tranquillità possono essere preziosi.
Abbiamo detto che il genere dei nomi in italiano in -A è quasi sempre il femminile. Vero, eccetto per alcune parole di origine greca che è facile riconoscere. Sono quelle che finiscono in -ema come problema, sistema o tema e quelle che finiscono in -amma come dramma, telegramma o diagramma. Queste parole sono maschili e formano il plurale con la -i.
Ho molti problemi, ci sono molti drammi, questi sistemi funzionano etc.
Alcune parole oggi sono l’abbreviazione di parole più lunghe e questo influisce sul genere di questi nomi in italiano. Per esempio, moto e foto finiscono in -o e sembrano maschili, ma in realtà sono femminili perché sono l’abbreviazione di motocicletta e fotografia. E al plurale? Invariabili! In vacanza scatto molte foto. Mi piacciono molto le moto.
I nomi di alcune professioni finiscono in -ista come per esempio dentista, giornalista, musicista. Sono parole di genere maschile o femminile? Entrambi! Al singolare funzionano per tutti e due i generi. Un uomo è un musicista, una donna una musicista. Vedete? Cambia solo l’articolo.

Il genere dei nomi in italiano e il problema delle parole in -E.
È vero, la situazione più difficile con il genere dei nomi in italiano riguarda le parole in -E dove a volte sembra di essere davanti alla roulette. Il mio consiglio pratico è sempre quello di provare senza paura, avete circa il 50% delle possibilità di indovinare! Ma se siete dei perfezionisti, ci sono delle tecniche per essere più sicuri.
Ad esempio, tutte le parole in -zione (o -sione) sono femminili. La colazione, la situazione, la tensione, la rivoluzione, la prenotazione.
Le parole in -ante o in -ente (quasi tutti nomi di professioni) funzionano sia al maschile che al femminile, basta cambiare l’articolo. Antonio è un insegnante, Francesca è un’insegnante. Il presidente Mattarella e la presidente Meloni.
Le professioni in -ore (professore, attore, pittore, dottore, direttore) sono generalmente maschili e le loro versioni femminili sono spesso in -trice (attrice, pittrice, scultrice, direttrice).
Insomma, ci sono delle tecniche per riconoscere il genere dei nomi in italiano. Come dico sempre ai miei studenti, la grammatica è uno strumento, non è l’obiettivo. Usa queste cose se ti possono aiutare a sentirti più tranquillo quando è il momento di parlare, ma se troppa teoria ti stressa non ci pensare! L’importante è sempre parlare!
Nella mia scuola di italiano per stranieri online organizzo corsi per principianti, individuali, di coppia e di gruppo. Nella pagina dedicata trovi un po’ di informazioni di base.
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