tanto per parlare


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avventura in mezzo al mare 2 capitolo

diario di viaggio

Anna stava ancora sulla porta, mi guardò con uno sguardo di rassicurazione, capiva come mi sentivo perché forse c’era passata anche lei prima di me... mi disse di mettermi l’uniforme, di sistemare trucco e capelli e poi di raggiungerla sul ponte al piano bar, così accennando un sorriso chiuse la porta dietro di sé e scomparve... io rimasi immobile ascoltando il ticchettio delle scarpe risuonare in tutto il corridoio.

Ora, ero sola, mi sentivo vuota e insicura, volevo tanto piangere ... perché stavo così? ero stata io a scegliere di imbarcarmi ! dentro di me essendo sempre stata circondata da amici temevo di perderli e di non riuscire più a trovarne di nuovi uguali, con i miei stessi interessi! poi mi vennero in mente tutti i bei sogni ad occhi aperti che feci prima di partire e le belle parole delle persone a me care e pensai che se non mi avessi dato un'occasione me ne sarei pentita per sempre !.. alla peggio l'indomani avrei solo dovuto telefonare a mio padre per riportarmi a casa... e questa sì che sarebbe stata una sconfitta!! ma io in cuor mio sapevo che non avrei mai mollato, no! poteva andare tutto male ma avrei resistito fino alla fine dei tre mesi .. così mi feci forza e scacciai i pensieri tristi che portavo nel cuore e l’ottimismo mi fece sorridere di nuovo!!
Guardandomi attorno vidi che in quella cabina c’erano due letti a castello, uno dei quali era già occupato dalle mie future compagne di stanza, e a giudicare dalle foto appiccicate sulle spalliere, una di loro doveva essere proprio Anna .. l'altra era una ragazza bionda con grandi occhi scuri, di bell'aspetto, chissà se saremmo andate d'accordo?! comunque mi scelsi il letto di sotto, dalla parte opposta dei due occupati, spiegai le lenzuola giusto per coprire il materasso e svuotai la valigia sul letto, ora non avevo proprio il tempo di sistemare la mia roba nell'armadio, così presi la mia divisa e mi vestii velocemente, una ritoccatina al trucco, mi raccolsi i capelli in una specie di shimion, e imboccai la porta d'uscita, sì, perché ora l’impresa più grande sarebbe stata trovare la strada per il piano bar! l’istinto mi portava a salire, non sò quante scale feci, ma mi ritrovai su un corridoio rumoroso... ero arrivata alle salette della mensa, fino a giungere nella cucina.. mi sentii una stupida, ma dovetti chiedere indicazioni; i ridolii dei marinai mi misero in imbarazzo, tutti gli occhi erano puntati su di me , ed io non ero una che amava stare al centro dell'attenzione! un ragazzo moro dagli occhi chiari e dal fare molto snob, mi si avvicinò mettendomi una mano sulla spalla, aveva stampato in volto un sorrisetto così fastidioso che le sue indicazioni mi sembrarono subito una presa in giro, lo guardai insospettita e mentre gli altri continuavano a parlottare qualche cosa fra di loro, mi sentii tutto ad un tratto molto arrabbiata, anzi arrabbiatissima!! "nessuno mi poteva prendere in giro " mi dissi fra me e me " specialmente degli sconosciuti!!"mi spostai scansandogli la mano dalla spalla, poi diedi un'occhiata un po' a tutti quanti e dissi : " visto che avete un cervello che è più piccolo di quello del mio gatto, me la caverò da sola!" avrei voluto tirargli dietro un sacco di parolacce, ma era il mio primo giorno e non potevo farmi da subito dei nemici.... ripresi a percorrere il corridoio senza voltarmi e ripensando a come mi ero comportata scoppiai a ridere... pensate che gli sarò apparsa antipatica?.. intanto Anna avendo assistito a tutta la scena, gridò hai marinai : " ve lo meritate! " poi si voltò, mi guardò e sorridendo sollevò le spalle dicendomi :" hai fatto bene! non ti fare mettere i piedi in testa!"

Entrammo al piano bar che già era pieno di persone, rimasi sbalordita : le grandi vetrate che circondavano la sala, incorniciavano un panorama a dir poco spettacolare, sembrava di essere a picco sul mare !le luci ancora accese illuminavano un piccolo palcoscenico dove vi capeggiava un pianoforte a coda tutto laccato nero, intorno, tanti tavoli con tovaglie blu e bianche e come centrotavola fiori freschi e profumati di colori delicati ed eleganti .. per terra la tappezzeria attutiva il via vai delle persone troppo impegnate fra caffè, brioches ... e quant'altro ben di dio .. alla mia destra il grande bancone del bar e la mia postazione, un piccolo banchetto tondo anch'esso tirato a lucido, dove avrei passato il mio tempo fra scontrini e denaro! sì, avrei fatto proprio la cassiera!

Anna fu molto solerte nel presentarmi hai ragazzi del bar, definendomi una "tipa tosta" e qui per me ci fu un'altra pausa di imbarazzo.. poi mi mise subito al lavoro, mi fece sedere sulla sedia e in mano mi porse un foglio pieno di numeri; aiuto! cosa sono? gli domandai.. " per ogni articolo devi battere un numero" mi disse.. "con il tempo li imparerai a memoria e tutto sarà veloce e semplice, ti faccio vedere.. " stette con me pochi minuti , mi elogiò con un "sei in gamba" e con una pacca sulla spalla si allontanò dicendomi " ora vado a dormire! fra due ore ti darò il cambio" ... ora vado a dormire? era pazza? mi lasciava qua da sola? le persone non mi diedero il tempo di riflettere, che già si accalcavano dietro la cassa, facevo scorrere il dito velocemente su e giù per quel foglio di numeri alla ricerca degli articoli, il caffè era il n.15 e il cappuccino il 10.. avevo il cervello che fumava! ma che razza di modo è questo di battere gli scontrini? non era più facile ricordare i prezzi in lire? meno male che nei miei precedenti lavori avevo fatto un po' la cassiera, almeno sui tasti sapevo metter mano, e anche velocemente! sembravo un burattino: non facevo altro che stornare e ribattere numeri, aprire la cassa e richiuderla, 10, 100, 1000 volte...
La ressa dopo circa un'oretta cessò ed io finalmente ebbi un attimo di respiro per guardarmi intorno... il ragazzo del bar non era mica male! anche lui mi guardava, ma forse perché dovevo sembrare proprio impacciata in quella situazione! e infatti arrivò puntuale la fatidica frase " per essere la prima volta te la stai cavando bene !" si avvicinò a me e si ripresentò "piacere il mio nome è Alex" gli porsi anch'io la mano e da li incominciò una, diciamo semi-lunga conversazione su chi siamo, su cosa facciamo imbarcati ecc..., che cessò con l'arrivo un'ora più tardi di Anna per il cambio della guardia! ora sei libera" mi disse "alle 12 andrai a mangiare in saletta e per le 13 tornerai qui a darmi il cambio ok ? annuii ma in realtà che avrei fatto ora non ne avevo la minima idea, erano solo le dieci del mattino e di ritornare giù in cabina non ci pensavo proprio!
Uscii nell'atrio che si divideva in due lunghi corridoi, uno era quello che conduceva al self-service e proseguendo nelle salette mensa e l'altro non lo avevo ancora esplorato; il tempo di muovere il primo passo in quella direzione che mi sentii cingere i fianchi, mi voltai di scatto pronta a reagire, ma quando vidi che era Alex ci pensai su, con fare educato mi disse che stava salendo al bar della piscina per sistemare la merce appena arrivata e se non mi dispiaceva gli avrebbe fatto piacere farmi da cicerone per il breve tragitto... acconsentii e cosi ci dirigemmo lungo il corridoio sulla mia sinistra... incrociammo l'atrio principale dove vi era la reception, poi ancora diritto fino a che ci fermammo sull'ingresso del duty free, Alex andò a salutare in modo molto caloroso la commessa che stava seduta dietro al banco: ah era lei la ragazza delle foto giù in cabina! ci presentammo: il suo nome era Federica e dall' accento inconfondibile doveva venire da Venezia , aveva i capelli biondi corti fino alle spalle, abbronzata in viso ed una corporatura longilinea... si mise a scherzare un po' sui comportamenti di Fabio fino a che scoppiammo tutti in una fragorosa risata, ma purtroppo il tempo scorreva inesorabile e il nostro giro doveva continuare, così dandoci appuntamento in saletta per mangiare, salutammo e proseguimmo.

La giornata fu lunga e piena di presentazioni, non sò a quanta gente dissi il mio nome, ma sò che mi piaceva quell'ambiente, le persone e pure il lavoro... quella stessa sera, stanca più per lo stress mentale che per altro, fui felice di andarmi a coricare, ma Anna mi trascinò via, ... e addio sonno!! " questa sera non si dorme!" esclamò, poi tenendomi la mano cominciò a correre, quasi a fuggire da qualcuno: arrivati alle salette mi strattonò su un altro corridoio, poi prendemmo un ascensore così piccolo che quasi sembrava più un monta carichi o un sali vivande, ci tuffammo li dentro e scendemmo per una destinazione a me ignota! devo confessarvi che avevo un po' di paura, d'altronde chi sapeva niente di quella ragazza! poteva essere matta ... cominciai come al solito a farmi nel cervello i soliti film, e più l'ascensore scendeva e più sentivo il cuore battere sempre più forte! quasi temevo che potesse sentirmi! L'ascensore si fermò, la porta si aprì e mi ritrovai su un lungo corridoio cupo, stretto vecchio e arrugginito... Anna mi guardò e con un cenno del capo mi disse di seguirla, ci fermammo solo quando fummo davanti a una porta di ferro di color rosso .. Anna bussò tre volte e una voce dal suo interno rispose "Avanti " la porta cigolò ed entrammo in un magazzino pieno di vivande e di cibo," siamo in cambusa " disse lei " qui ci si viene per rifornire la cucina... ci sono due amici che ti vorrei presentare" .. in fondo al locale semi-buio in un angolo nascosto dietro ad un muro, seduti su sedie mal ridotte, stavano due ragazzi molto, molto carini.. entrambi mori, uno con gli occhi verdi e l'altro marroni ... si alzarono per stringermi la mano, e con un sorriso mi dichiararono i loro nomi : si chiamavano Daniele e Giuseppe.. Anna mi porse una sedia " devi sapere cara Doriana che sulla nave è proibito incontrarsi con i ragazzi, e tanto meno frequentarli nelle nostre cabine " proseguì sempre Anna " noi conosciamo un sacco di posti sulla nave e così ogni tanto ci incontriamo per festeggiare un po' insieme, e nel caso di oggi, festeggiamo il tuo arrivo!" "Dai Peppe prendi il vino!" brindai con loro, li per li rimasi un po' stranita, poi il vino e la compagnia simpatica di tutti mi fecero rilassare; raccontai loro metà della mia vita : di come odiavo la mia ex stireria dove prima lavoravo e delle notti folli passate con un ex che poi era di un'altra! ... i ricordi mi misero un po' di malinconia, ma fu il viso sorridente di Giuseppe che mi tendeva una sigaretta davanti a me, a farmi distrarre da quei "brutti" pensieri! me l'accese e me la passò e quel gesto mi fece sentire come a casa, lo faceva sempre mio fratello!! mi piacevano le loro attenzioni e mi piaceva il loro modo di parlare, schietto e diretto; penso che anche a loro io feci questa impressione, perché sentivo che cercavano un'amica, un'alleata, una persona che condividesse con loro i loro segreti!... ma io ero ancora troppo ingenua!

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